Qualcosa di Bello

Volevo assolutamente andare in montagna. Cioè, avete presente la tavolozza che si è riversata sugli Appennini? Il colore delle piante di mirtillo selvatiche (perchè, sì, sono davvero piante di mirtillo…)? Che luce c’è? Che aria tiepida c’è? Che notte c’è? E’ pura meraviglia. E quindi dovevo andarci, era proprio una necessità, un bisogno. Oh no. Il mio scatolone roba-da-montagna è ancora dai miei, su al nord. Sono abituata ad andare per altri monti, qui non ho nulla. Un paio di scarponi (manca), il sacco a pelo (celo), una giacca a vento (manca). Nessun problema, recuperiamo i vari pezzi in giro, non saranno proprio della mia misura ma ci si adatta … Zaino pronto.

Non è scontato andare via per una 24 ore con qualcuno che si è visto una volta sola, 4 ore di auto comprese. Non è scontato partire, ancora meno scontato che vada bene. A meno che la destinazione non sia, appunto, la montagna e che i due non abbiano qualcosa, o meglio molto, in comune. Ad esempio uno stile. E un vissuto fatto di esperienze forti e simili. Tipo, e qui giù la maschera, essere due ex capi scout, ed in particolare due ex capi r/s (per i più che non ne sanno mezza gli r/s sono i ragazzi più grandi, quelli che, per dire, vanno in giro zaino e tenda in spalla, fanno servizio nelle comunità e cercano di capirci qualcosa di come va il mondo).

Sanno come muoversi in montagna, in rifugio. Sanno farlo anche da soli. Ma in due è meglio. Ci sono già passati. Sanno che la salita è faticosa, ma sanno anche che basta aspettarsi. Sanno che le deviazioni possono riservare qualcosa di nuovo. Sanno che non è necessario parlare, perchè anche il silenzio e il vento hanno qualcosa da dire. Che si possono conoscere i sentieri a memoria, ma sorprenderti ancora perché in autunno non c’eri mai stato. Come accanto. Mica appoggiati, mica insieme. Accanto. A condividere esperienze, vuoti, vino rosso e montenegro recuperato loscamente al bancone del bar.

Ho lasciato lo scautismo ormai un anno fa. E’ un impegno importante che si prende un sacco di spazio, e io avevo bisogno di fare spazio per altro. Penso alle persone che ho incontrato un po’ ovunque in questi anni e con le quali so di avere in comune lo stesso stile, le stesse esperienze. E sorrido, e sono grata, perchè c’è qualcosa di davvero Bello nel fatto di potersi fidare così. Nel poter stare accanto a qualcuno, semplicemente, così.

Dentro il bosco dei pensieri tuoi
Sulle cime, trovi ciò che vuoi

Dammi un nome – Les Enfants (che, per la cronaca, pure sono scout)

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