Virus autunnali

Probabilmente si è trattato di un virus.
Anzi, sicuramente. Prima una, il lunedì, strascico del cambio piano del week end. Poi l’altra girls, il martedì. E poi un’altra ancora, il mercoledì.
Sarà nell’aria, oppure ci siamo un po’ contagiate. Comunque i sintomi sono gli stessi.Capita mentre stai lavorando seduta alla tua scrivania, digitando sulla tastiera, oppure stai chiudendo una finestra e dai uno sguardo distratto al cielo che sta di fuori, mentre ti stai portando alla bocca un acino d’uva, mentre stai camminando spedita sotto i portici o mentre sei in treno. Ti prende così, senza avvertire.
Ad un certo punto, senti che parte da dentro, non so esattamente da dove, credo sia un punto tra l’ombelico e il cuore e i polmoni, e sale, corre veloce, cerca una via di fuga e arriva agli occhi e lì, a contatto con l’aria, reagisce.
Cominciano a scendere lacrime e vorresti ricacciare tutto dentro ma non riesci. Gli occhi se ne stanno lì, pieni e offuscati.
E ti ritrovi così, con l’acino d’uva in bocca, a piangere.

Mica c’è sempre una ragione, un motivo preciso. Io credo che a volte, semplicemente, ci sia troppo dentro e allora serve allentare la valvola, per fare spazio, svuotarsi un po’.

Credo abbia anche a che fare con la Pallina. La chiamiamo così. La Pallina è un virus latente. Ne siamo tutti portatori, alcuni portatori sani, altri meno. La Pallina per lo più se ne rimane zitta e buona dentro, ma a volte si risveglia e si fa sentire, comincia a muoversi e a sgomitare, aprendo voragini dentro. La pallina è un misto di nostalgia, malinconia, solitudine. Un concentrato di sentirsi fuori posto, irrequieti, incompleti, stretti in tutto (come quando tenti di rimettere un paio di jeans di quando eri al liceo ma no, non ci stai più!). Sentirsi (senza esserlo, sia chiaro) soli, davanti all’universomondo: non c’è nulla dietro, nulla sotto ai piedi, nulla davanti. Il nulla cosmico.

Poi passa.

E’ senz’altro uno di quei virus autunnali. Non c’è vaccino che tenga, al massimo si può fare un po’ di prevenzione, rinforzare il sistema immunitario.
Poi in un paio di giorni passa. La pallina torna al suo posto, perché crescendo hai imparato anche a lasciarle il giusto varco per lo sfogo, ma poi la ricacci al suo posto, che c’è da far spazio ad altro.
Dicono anche che un buon rosso aiuti la guarigione, così come una passeggiata sotto il sole tiepido di autunno.

E’ stagionale, come il cambio dell’armadio: tocca farlo.

Poi passa.

 

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