A cuore scalzo

Pecché ‘ei scalsa?” mi chiede fissandomi dal basso con i suoi occhi scuri, profondi, curiosi come quelli di chi ha appena cominciato a scoprire il mondo.
È una giornata di primavera, nevicano pollini e il sole comincia a scaldare.
“Perché siamo sull’erba, sull’erba si può stare a piedi scalzi. Mi piace stare a piedi scalzi, mi sento libera e felice. E poi volevo provare a salire sulla slackline ed è meglio provare senza scarpe, per mantenere meglio l’equilibrio“.
Non risponde, ma sembra soddisfatta della risposta. Si siede per terra, tira a sé quei piedini ancora piccoli, morbidi e bianchi come il latte e con dedizione e concentrazione comincia a togliersi prima le scarpe, poi i calsini. Tira i calsini dalla punta, si allungano, le righe colorate si espandono, ma non si tolgono e allora si arrabbia. “No ‘ono capace”.
Se mi chiede aiuto, la aiuto. Mi siedo per terra con lei e insieme togliamo i calsini.
Appena scalza scatta in piedi ciondolando un po’ col sedere. Giusto il tempo di sentire l’erba sotto i piedi, alcuni steli tagliati e seccati che un po’ pungono, la terra e il suo sguardo si fa prima perplesso, poi stende le braccia e piagnucola “in baccio, in baccio”, pestando i piedini sull’erba. Si aspettava qualcosa di diverso.
Mi abbasso.
Accompagno le sue manine ad accarezzare l’erba “niente paura. Senti, fa un po’ il solletico, ma è morbida e fresca”. Poi con i piedi. Mi copia. Il suo corpo prende confidenza con la terra in un attimo. L’espressione schifata lascia il posto a un cenno di “mi fido, ho sentito”, gli occhi tornano a luccicare, curiosi.
Se ne va così, correndo sul prato col culo ciondolante e i piedini scalzi.
Fino al ciglio. Poi l’erba si fa ghiaia e ciottoli fastidiosi. Rallenta. Non si volta neppure a guardarmi, mi aveva vista attraversare il cortile appoggiando con cautela i piedi sui sassi.
Fa lo stesso anche lei: sul ciglio del prato si ferma, osserva, appoggia un piede, piano. Poi l’altro.
Vedo questa donna ancora minuscola allontanarsi, da sola, a piedi scalzi.

“Vai sempre così per il mondo, piccola donna. Sull’erba correndo, sui sassi in punta di piedi.
A cuore scalzo.”

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